ECOMO

La liberalizzazione dei prodotti agricoli nella catena di produzione del caffè e del cacao prende il via in Costa d’Avorio a cavallo degli anni 2000. Le autorità pubbliche ivoriane del settore agricolo adottarono nuove misure per la sua attuazione, tra cui in particolare la legge sulle Cooperative: Legge 97-721 con pubblicazione ministeriale del 23/12/1997. Seguendo le diverse azioni di sensibilizzazione avviate dal Ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Animali, 250 produttori della regione del Bandama hanno sentito la necessità reale di sviluppare una cooperativa agricola indipendente denominata Ecomo, costituita con assemblea generale tenutasi il 10 ottobre del 2003 nella prefettura di Divo. La zona in questione si estende su una superficie di 2000 kmq e conta una popolazione di 300.000 abitanti. Questa regione produce oltre 250.000 tonnellate di cacao e 50.000 tonnellate di caffè, alle quali si aggiungono quantità importanti di caucciù, di olio di palma e altri prodotti minori. la nostra produzione è principalmente in costa d’avorio e guinea conakry.

IL NOSTRO CAFFE’ (ROBUSTA e ARABICA)

Il caffè e’ una pianta tropicale appartenente al genere Coffea che può raggiungere un estensione di 10 metri, però per facilitare la raccolta del prodotto viene mantenuta a un’altezza di soli 2 metri. Esistono numerose specie di caffè, ma solo due hanno una rilevanza economica per la produzione: Il caffè Arabica, dal quale si ottiene una qualità migliore e un profumo più aromatico, un sapore amaro e più persistente, ha una percentuale di caffeina tra lo 0.9 ed l’1.7% e rappresenta circa 1/4 della produzione mondiale. 

La pianta cresce ad altitudini superiori ai 900 metri, non ama le temperature rigide ed è sensibile alle variazioni di caldo e umidità, quindi maggiore è l’altitudine, migliore risulta la qualità del caffè. Il caffè Robusta è un caffè di qualità leggermente inferiore ma con molto corpo, un aroma deciso, molto profumato e con più elevata percentuale di caffeina dall’1.6 al 2.8%. La pianta cresce a un altitudine più bassa tra i 200 e i 300 metri, è più semplice per la gestione della coltivazione e rappresenta quasi 3/4 della produzione mondiale. I grani sono tondeggianti e di dimensioni inferiori.

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IL NOSTRO CACAO (FORASTERO e CRIOLLO)

La piantagione di cacao si trova solitamente riparata da vento e sole da piante di banani o da altri alberi simili. Questa situazione è necessaria soprattutto nei primi anni di vita delle piante e garantisce un ambiente molto umido. Una delle singolarità di questa pianta è la posizione dei frutti (detti Cabossa) che possono spuntare ovunque, sul tronco oppure sui rami in maniera completamente casuale. L’albero può raggiungere l’altezza di 10 metri ma per ottimizzare la produzione viene mantenuto intorno ai 5. La pianta comincia a produrre a partire dal quinto anno di vita. Il ciclo di maturazione è continuo nell’arco dell’anno e vengono effettuati due raccolti: uno prima della stagione delle piogge (con frutti qualitativamente superiori) e uno dopo. 

Una volta raccolto il frutto maturo si eliminano le Cabosse nere e malate, mentre quelle gialle e arancio vengono aperte con un colpo di macete e i semi bianchi avvolti da una gelatina bianca e dolciastra vengono lasciati a fermentare all’ombra sotto gli alberi e coperti da foglie di banano o in appositi cassoni in legno per 5 / 6 giorni. In questa fase la polpa si liquefa e viene eliminata. In seguito i semi vengono sottoposti a essiccazione al sole per oltre una settimana per ridurre il contenuto di umidità, stando molto attenti a coprirli sia in caso di pioggia che dalla rugiada notturna. Durante e subito dopo questa fase vengono eliminate le fave nere, quelle piatte, le placente e gli scarti, mentre le fave migliori, che avranno preso un colore marrone, vengono selezionate e suddivise in base alle loro dimensioni e stoccate in sacchi d’iuta, posizionati su bancali in legno e in locali ben areati. A questo punto entrano in gioco le macchine. 

La prima è la tostatrice seguita dalla molitura che mediante macine permette l’eliminazione di gran parte delle bucce ed ha come prodotto finale una granella di cacao composta da burro di cacao e da una parte magra in percentuali quasi uguali. In seguito si effettua il concaggio. In pratica il composto raggiunge una temperatura di circa 40 gradi, diventa liquido e viene sbattuto sulle pareti, facilitando la fuoriuscita di buona parte degli acidi. L’ultimo procedimento, quello che garantisce un cioccolato omogeneo che si possa conservare a lungo, è il temperaggio. La temperatura raggiunta nella fase precedente viene abbassata sotto i 30 gradi stabilizzando i cristalli del burro di cacao, donando la lucentezza e consistenza a cui siamo abituati.

L‘ALBERO DELLA GOMMA

Panoramica Gli alberi della gomma (Hevea Brasiliensis) crescono allo stato selvatico in condizioni calde, umide e nella giungla, e sono presenti oltre che in America Latina, anche nel Sud-est asiatico ed in alcuni paesi dell’Africa tropicale, tra cui appunto la Costa d’Avorio. L’albero può raggiungere un’altezza superiore ai 30 metri, comincia a produrre a partire dal sesto anno d’età e sarà prolifico per altri 30 anni circa. 

Le piante adulte forniscono una produzione maggiore. Vengono praticate delle incisioni ortogonali sulla corteccia ai canali laticiferi in modo da non danneggiare la crescita dell’albero e la loro linfa viene utilizzata per l’elaborazione e la produzione di una vasta gamma di prodotti in gomma. L’Hevea ha un’enorme importanza economica grazie al lattice, che viene raccolto in piccole ciotole legate al tronco ed è la fonte primaria per la gomma naturale denominata Caucciù. Utilizzi Per più di un migliaio di anni prima che i coloni europei arrivassero, le popolazioni locali usavano la gomma per fare scarpe, bottiglie, torce e palle. 

Ci sono voluti anni prima che i coloni capissero come usare il lattice, che indurito doveva essere utilizzato entro poche ore per evitare l’allontanamento dalla struttura. Il lattice che sono riusciti a raccogliere è stato utilizzato per elastici in abbigliamento e tubi per scopi medicinali. Nel 1820 studiarono un modo per trasformare la linfa indurita di nuovo in un liquido, grazie a ciò i produttori sono riusciti a inventare nuovi prodotti, come a oggi: guanti sterilizzati, profilattici, materassi, giocattoli, rivestimenti, imbottiture, pneumatici, guarnizioni, tappeti,